Guardavo fuori dalla finestra dell'ambulatorio, il cielo era di un azzurro emozionante, mentre l'oncologo mi spiegava i dettagli della chemio che avrei iniziato il giorno successivo... e pensavo a come fosse possibile un cielo di un azzurro simile in una giornata così grigia per me...
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domenica 5 agosto 2018

Tutto bene



Un altro controllo semestrale 
un altro "tutto bene"
e
"ci vediamo fra sei mesi"
sarà pieno inverno, forse ci sarà la neve
chissà


Azzurrocielo

martedì 23 agosto 2016

Nella scatola.... i ricordi....



Questa è la scatola che Debora di CuoreAntico mi regalò a fine 2014.
Qui avevo scritto il post , quando ricevetti la sua  mail  .

Bene, questa scatola Debora me la regalò per mettere dentro i ricordi
del percorso fatto fino a quel momento  per combattere il cancro. 
Un regalo e un pensiero bellissimo perchè , come avevo scritto, 
un oggetto handmade è preziosissimo sia per il tempo 
impiegato nel costruirlo e ricamarlo, 
sia perchè chi lo ha fatto ti ha regalato il SUO tempo pensando proprio a te
e ricevere in regalo il tempo è qualcosa di impagabile.

Finora non ero proprio riuscita a metterci dentro i ricordi del cancro
o quello che me lo ricordava.
Ma oggi credo che sia arrivato il momento di fare un altro passo.

Ho raccolto le varie bandane e foulard che usavo quando la chemio
mi costrinse a radermi i capelli
e le ho riposte in questa scatola, in compagnia dei braccialetti che mi misero in ospedale per gli interventi.
Ci stanno a fatica lì dentro, la scatola è troppo piccola per tutte quelle bandane usate per mesi ma, con un pò di determinazione le ho schiacciate e chiuse.
Fatto.
Riconosco che ho pianto mentre le prendevo tra le mani, i ricordi sono sempre vivi e dolorosi
Ma era un qualcosa che dovevo fare.
Ho chiuso il coperchio.


Sopra, Debora ha ricamato una renna agilissima che spicca un salto.
Io non salto nel mio percorso di recupero della Vita , sono lumaca, l'ho scritto più volte,
ma l'importante è farlo questo percorso
e l'importante è sapere di non farlo da soli
sapere che ho tante persone che mi aiutano
e sono fortunata, lo so.

Azzurrocielo 

lunedì 8 febbraio 2016

Una sera ci incontrammo...

Una sera ci incontrammo ma il nostro non fu propriamente un incontro galante.
Fu sotto la doccia. Lei dopo una calda giornata estiva trascorsa in ufficio, aveva bisogno di  rilassarsi. Sotto l’acqua che scorreva,  mentre si passava la mano insaponata sul seno, si fermò.
Oh, cavolo! Forse mi aveva scoperto! 
E dire che avevo fatto di tutto per passare inosservato, mica le avevo dato fastidio 
 Non le procuravo nessun dolore, neppure il minimo doloretto che le facesse pensare che ci fosse qualcosa di strano.
La mano ripassava sopra al nodulo, sopra di me insomma, indugiava incredula, poi passava a toccarsi l’ascella.
 Ecco, a questo punto se le sue dita fossero state esperte,  si sarebbe accorta che lui, il linfonodo che sta di sentinella, era KO.
 La sentinella era stata attenta. 
.Cosicché decisi di rimanere al mio posto ma  mi nutrivo per diventare sempre più forte e grande.
Lei, ancora sotto la doccia, si fermò a pensare.
 Finì  di sciacquarsi e se ne andò a letto, ma forse ancora non credeva alla mia presenza.
La notte si girò e rigirò nel letto senza riuscire a dormire ma sapevo che stava pensando a me.
Nei giorni successivi dita e mani esperte mi tastarono, mi misurarono, poi mi fotografarono, a lei   perfino fecero dei tatuaggi per delimitare quanto fossi grande.
Poi un mattino, arrivò una sorpresa
. Un liquido rosso potente,  mi schiaffeggiò, mi distrusse un pezzettino alla volta, periodicamente.
 Poi ne arrivarono altri due, implacabili liquidi che mi tolsero perfino  quello di cui mi nutrivo.
Mani esperte continuarono puntualmente a tastarmi e misurarmi.
 Di me ormai però non rimaneva quasi nulla, se non qualche frammento e... un peduncolo che tenevo nascosto, 
ah! questo non lo avrebbero visto e sarei ripartito da lì, proprio da quella piccola parte sfuggita a mani esperte e macchinari.
Credevo fosse così.
 Ma poi un liquido che le iniettarono dove io ero stato per un pò di tempo indisturbato, mi illuminò davanti ad un macchinario e proprio quel mio peduncolo fu scoperto.
Nel momento in cui mi separarono da lei, mi trasformai in un pensiero e mi nascosi nella sua anima. Io ero, in fondo, una parte di lei.
D'accordo ero una parte un pochino anarchica, non avevo rispettato le regole alle quali le altre cellule di lei  diligentemente ubbidiscono.
 Ma io ero, in fondo, come ho già detto una parte di lei e il nostro incontro fu speciale, perché riuscii a cambiarle la vita. Niente per lei fu come prima di conoscermi, ma molto fu meglio di prima.

martedì 2 febbraio 2016

Notte prima dei controlli... fra sei mesi

Tutto bene.
Tutto tranquillo
La prossima notte 
di ansia prima dei controlli 
sarà fra sei mesi.
Sei mesi.
Ora mi sembrano
 un tempo indefinito
non so quantificare sei mesi.
Mi spaventano sei mesi
potrebbero essere tanto
potrebbero essere pochi.
Intanto saranno
 sei mesi
e vediamo di ingegnarci
per riempire di Vita
questi sei mesi 

lunedì 18 gennaio 2016

Come un Castello di Carte

un Castello fatto con le carte è un qualcosa di fragilissimo
che può crollare da un momento all'altro
perchè basta un soffio, un piccolo tremolio
per farlo cadere.
Ecco.
A volte credo di aver costruito un pò il mio castello di carte
la base è poggiata su un piano solido
poggiata sulle certezze
poche , ma valide.
Poi ogni piano è stato costruito un  pezzetto alla volta
con fatica
cercando di riconvertire il tempo che ho a disposizione ora,
ogni pezzetto è guadagnato 
stringendo i denti
impegnandomi sempre ogni giorno al massimo
anche solo per alzarmi dal letto
perchè a volte occorre tanta determinazione
anche per questo
sarebbe più semplice stare al riparo
ma sarebbe sopravvivere
e questo non fa per me.
Il castello diventa sempre più altro
ora ci sono più piani, tante carte appoggiate una sull'altra
tanti pezzetti di giorni vissuti 
poi
un giorno
senti nel braccio un qualcosa che non dovrebbe esserci
o perlomeno che non vorresti sentire
perchè può voler dire tanto e può voler dire nulla
e si parte con eco e ecodoppler
non si capisce perchè si siano formati
mi dicono cosa certamente non sono
e questo mi dovrebbe essere sufficiente,
perchè dovrei stare "tranquilla" mi dicono
non esiste più la tranquillità , rispondo io.
"Ora però puoi respirare" mi dice il medico che mi ha fatto ecodoppler
Ohibò, come avrà fatto a capire che da qualche giorno 
sono in apnea ???



lunedì 4 gennaio 2016

E poi ci si emoziona... per un sorriso

Vedendo la foto di Terry 
uscita oggi dalla sala operatoria.
Sotto la mascherina 
sono sicura che nonostante
la fatica del momento 
e la fatica di essere arrivata
a questo punto del percorso
ci fosse UN SORRISO.
Sono stata in apprensione tutto il giorno
nonostante le normali attività del  quotidiano da svolgere
che  mi avrebbero potuto distrarre
ma niente da fare
  il mio pensiero era sempre fisso 
al suo sorriso
mai cambiato  nelle foto
fatte in questi mesi
Un sorriso 
che ti trasmette 
serenità
voglia di combattere
e
arrendersi mai.
Grazie Terry 
per quanto sai trasmettere 
anche solo col tuo sorriso

mercoledì 23 dicembre 2015

Adattarsi ...

Premetto: non ho nulla di cui lamentarmi . 
La mia nuova Vita mi va bene così !
ma
è innegabile riconoscere che in questa Vita 
che mi è stata restituita
devo fare degli "aggiustamenti" 
o meglio "adattamenti".
Tipo:
Memoria.
Ecco sulla memoria a breve (non so neppure se si definisca così)
ho qualche problemino
che prima del cancro e delle terapie non avevo.
Anche ora, se mi interrogate vi snocciolo 
tutte le date delle terapie , inizio durante fine , 
dell'intervento della riabilitazione
della radioterapia delle terapie ormonali iniziate finite
 cambiate ricominciate
tutti i vari controlli esami e visite
ma
non ricordo le cose che mi succedono nell'immediato
o poco indietro.
Mai successo .
Quindi mi ci sono adattata e mi sono comprata 
un'agendina settimanale in modo da avere sott'occhio
tutti gli impegni della settimana.

Articolazioni irrigidite 
Effetto collaterale della terapia ormonale.
Me ne sto facendo una ragione perchè, siccome questa terapia la farò per un pò di annetti
a quanto ho capito forse più dei canonici cinque anni, 
sarà meglio che metta il cuore in pace e mi ci adegui.
Quindi se "prima" appena mi svegliavo ero subito
scattante e pronta per la giornata
ora  vado alla velocità di un bradipo rattrappito
e mi ci vogliono circa 20 minuti per riuscire a camminare
come un umano e non come uno zombie.
Ora l'ho capito e quindi riesco ad arrivare in ufficio
in orario o sforo di qualche minuto.

Mani irrigidite
Prima mi rilassavo ricamando a punto croce
e mi piaceva tantissimo
ora non ci riesco più.
Ho perso molta manualità compreso riuscire a manovrare l'ago
così
ho riscoperto quanto uncinettare sia rilassante
e mi riesce non velocemente ma mi accontento 
se poi lo si fa in compagnia ancora meglio
 perciò mi sono iscritta all'associazione di Cesenatico
Un mare di lana
cercate su google e vedrete che belle cose
si fanno insieme; ora c'è l'albero di natale addobbato
in piazza a Cesenatico. 

Meglio non portare pesi
 e a questo mi ci sono adattata bene perchè
quando io e mio marito torniamo dal supermercato
con la spesa settimanale
io salgo fino all'appartamento aprendo e chiudendo le porte
con in mano una sportina leggerina
mentre lui porta le altre tre sporte zeppe e pesanti
ma so che lo fa volentieri eh eh eh
anche questo è amore, no?!  

Non afferrare con le mani cose fragili
si , perchè seguendo quanto scritto sopra
capita che le dita non "tengano" l'oggetto afferrato
e quindi ho rotto più di una cosa in vetro 
caduta miseramente a terra.
Così tengo saldamente l'oggetto con entrambe le mani
limitando il rischio di dover rinnovare i bicchieri e piatti tutti insieme

E' un adattarsi alla nuova Vita con piccoli accorgimenti
che, ribadisco, sono nulla rispetto a ben più gravi problematiche
alle quali sono costrette altre persone.
 e l'Uomo è sopravvissuto lungo i millenni 
proprio grazie anche a questo suo adattarsi ai nuovi eventi della vita 


sabato 12 dicembre 2015

Il filo della Vita...

Mentre sto lavorando a crochet
(attività che mi rilassa molto)
rifletto sul filo di lana che 
scivola fra le dita e, intrecciato con l'uncinetto,
prende forma.
E'un pò come la Vita.
Il filo che lavoro procede tranquillo
ci sono anche delle sfumature rosa
sono stata fortunata perchè
ho avuto  un'infanzia felice
poi il filo incontra un altro filo
e il lavoro procede
con questo filo doppio  rinforzato
che rende la Vita più forte
la Vita scorre in due
con progetti, con il "per sempre"
con il lavoro, l'acquisto di un appartamento
poi il filo si fa colorato
due fili colorati che ravvivano gli altri fili:
i miei due tesori
che mi rendono così forte
e che per loro potrei scalare anche uno specchio.

Il filo scorre ma ad ogni problema ogni difficoltà
perde colore, diventa opaco
ma scorre ugualmente e il lavoro , la Vita, va avanti.
Poi il filo si ferma, non scorre, l'uncinetto per lavorarlo è lì
ma ci sono cose ,altre cose da fare
una persona della famiglia ha avuto una sentenza di morte certa
tempo  18 mesi dicono i medici
non ci sono medicine
e vorrei che tutto il lavoro fatto con quel filo di lana cioè , tutta la Vita
non si spezzi, non si interrompa
vorrei
che questa persona che mi ha generato
non se ne andasse : è ancora troppo troppo presto
ci sono tante cose da chiederle
tante cose da condividere
ma i medici non sbagliano e quel filo di lana
si interrompe dopo poco più di 18 mesi.
Con pazienza e amore riannodo il filo e ricomincio
a lavorare all'uncinetto, a ricomporre la Vita .
ma dopo pochissimo
ecco che il lavoro che avevo ricominciato si ferma, lo devo fermare
il cancro mi fa entrare in un mondo parallelo
un mondo di cui avevo sentito parlare ma che non mi aveva mai catturato.
Ci sono, dentro , a questo mondo dove c'è dolore , paura
..., ops la  Paura, quella con la P maiuscola!
ci sono anche speranze gioia risate pianti
e quel filo che mi sembra di non lavorare più in realtà
lo continuo ad intrecciare con altri fili
la famiglia tutta unita intorno per aiutarmi,
fili forti decisi sicuri comprensivi sensibili
che combattono a fianco a me
fili che mi prendono per mano
fili che mi abbracciano perchè   sappia di non essere sola
fili che mi conducono fuori dalla malattia
fili che mi dicono che ora sono libera
libera di ricominciare, quindi, a lavorare il mio filo della Vita con l'uncinetto
e io ci provo
ogni santo giorno
ma non è come prima

NIENTE è come prima
ma
MOLTO è meglio di prima


Un GRAZIE di cuore a tutti i fili che si sono affiancati a me
con i quali abbiamo percorso un pezzo strada insieme
a  quanti sono rimasti per continuare il cammino
a quanti si sono aggiunti e mi colorano la Vita
e il mio  lavoro all'uncinetto sarà una Vita,
sarà un intreccio di tanti fili colorati lavorati tutti insieme
GRAZIE


lunedì 30 novembre 2015

L'importanza delle parole : Negativo


Attesa.

Tre settimane per il risultato dell'istologico della biopsia.
Andrà bene. Me lo sento.

Magari troverò sul referto la parola Negativo  
 che in altre circostanze , in altri tempi
sarebbe stata una parola brutta, povera
una parola grigia , se le dovessi dare un colore,
    Ora e negli ultimi tempi
ha un significato enorme.
se la sentissi leggere dal medico che mi darà il referto
suonerebbe come una melodia armoniosa
Negativo
Assenza di Positivo
Contrario di Positivo  
Tradotto nel vocabolario di chi ha incontrato il cancro:
bene, questa è andata!!!!
equivalente di un grande soddisfatto sorriso.
 
AzzurroCielo

martedì 17 novembre 2015

TU......SEI TANTE COSE di Federica Calzolari

Ho letto più di qualche libro
scritto da chi il cancro lo ha vissuto.
Ognuno vive questa esperienza 
in modo diverso, questo si sa
ed ognuno ne scrive in modo diverso.

Ecco, proprio questo è il libro di Federica.
"Tu ...sei tante cose"
è un libro scritto " diverso"
è un libro da cui  anche solo a sfogliarne
le pagine 
ne esce Positività.
Ho conosciuto di persona Federica
ad una serata di presentazione del suo libro
ed è proprio come l'avevo immaginata.

 E la straordinarietà delle parole scritte
mi stupisce sempre.
Si può leggere una frase che 
a chiunque
potrebbe sembrare una frase e basta
cioè per quello che è scritto. Punto.
Ma
spesso dietro una frase di poche parole c'è un mondo
fatto di tante emozioni
speranze, paure e anche gioie.
E nel libro di Federica
c'è tutto un mondo dietro ai "pensieri sparsi"
che possono sembrare
sensazioni o brevi cronache di momenti vissuti.
Sta alla sensibilità di chi lo legge 
"leggere" quello che sta dietro, 
condividere quel "mondo" che accomuna
chi il cancro lo ha incontrato
e combattuto.

Leggendo questo libro ho pensato molto al titolo.
"Tu ....sei tante cose"
quel "tu" inteso come persona
con le mille sfaccettature della personalità
con la quale si affronta la Vita,
ma l'ho pensato anche come se quel "tu" fosse riferito 
al cancro, perchè anche "lui", il cancro
è... tante cose.


 "vivi guarda sorridi
....
guarda oltre la profondità del mare
già senti la vita..."

perchè "Tu ... sei tante cose"

dal libro di Federica Calzolari






martedì 3 novembre 2015

La lettera maiuscola che fa la differenza

Eccomi.
Mi presento : sono la.... Paura
Eh beh, non una paura qualsiasi
di quelle comuni che più o meno hanno tutti.
C'è la paura del buio, la paura dei ragni, degli insetti, dell'acqua,
paura di salire su un aereo e tante altre mie compagne paure
Ma io
io sono la Paura 
quella con la P maiuscola
definita da qualcuno e da lei la Grande Paura.
In genere me ne sto silenziosa in un angolino nascosto
dell'anima
non do fastidio me ne sto tranquilla
e aspetto.
Aspetto
Il momento più opportuno per me
e più INopportuno per lei.
Perchè arrivo all'improvviso.
Eh sì, 
Come una diva d'altri tempi 
compaio a sorpresa
quando lei meno se l'aspetta.
E, vi assicuro, che la mia entrata
è un'entrata trionfale da vera diva!
Proprio perchè lei non sa quando io arriverò.
Mi basta poco
per decidere di uscire allo scoperto: 
un dolorino persistente che lei sente da giorni
e che non aveva mai avuto prima
(prima del cancro)
un ricordo che pensava aver superato 
e che invece affiora nella sua mente,
il pensiero a quanti giorni mancano al prossimo controllo
che farà
 la mancanza di quelle parole che la rassicurano
quel "stai tranquilla va tutto bene"
che le dice il suo oncologo
O anche la frase che legge scritta sull'esito 
dell'ultimo controllo
" Non ci sono segni clinici di ripresa di malattia"
So che se li legge quando un attimo di debolezza
sta per prendere il sopravvento
perché lei sa!
Sa che io sono pronta ad uscire dall'angolino remoto
in cui mi rintano.
E io non sbaglio mai il momento migliore per 
me
Il momento in cui so che farò effetto.
Quel momento in cui lei si sentirà come se stesse per soffocare
come se l'aria non passasse nei suoi polmoni
come se un blocco allo stomaco
fermasse quel flusso di aria vitale.
Eh, sì, lo ammetto, 
sono brava. Il mio lavoro di Paura con la P maiuscola
lo svolgo bene.
Il cuore le batte all'impazzata
le gira persino la testa.
Cerca, si guarda intorno, cercando una "mano" a cui aggrapparsi
(Una volta con lei c'era la sua psico che l'ha aiutata a venire fuori dal pozzo  
in cui si era infilata)
Ma non sempre c'è , ovvio, lì con lei.
Così le ha insegnato un modo per "gestirmi"
per "controllarmi".
Ammetto, a volte a lei riesce di tenermi a freno.
Ma , a volte, un pochino meno.
Ora lei ha trovato un altro modo per non farmi prendere il sopravvento 
sulla sua anima, sul suo cuore, sulle sue azioni.
Scrive.
La vedo che , in quei momenti, mentre cerca di controllare il suo respiro, 
dandogli un ritmo, prende dalla borsa il suo 
quadernetto
e scrive.
So che scrive una favola.
Entra in un mondo "suo" fatto di favole che costruisce , 
si aggira fra i personaggi a cui dà vita
e si dimentica di me.
Mi esclude!
E io, che sono la Grande Paura
me ne torno nel mio angolino.
Ma aspetto.
Ci sarà un'altra occasione per farle ricordare 
che, sì , è stata fortunata 
ma io ci sono
sono parte di lei , sono ormai nella sua anima
e finchè non riuscirà ad impacchettarmi e ripormi in un angolo
io aspetterò il mio momento
perchè ce ne saranno altri e altri ancora, lo so. 

AzzurroCielo 

  

giovedì 17 settembre 2015

E poi impari ... l'attesa...

Quando nella tua vita incontri il cancro
impari
il valore e il peso
della parola " attesa "

Attesa di sapere il risultato della biopsia,
prima parziale, col quale una certa dott.ssa V.
ti dice "è un cancro"
e spero che non lo dica ad altri  come  me lo ha detto a me
(vedi qui)

Attesa del risultato completo della biopsia
per conoscere di che tipo sia il cancro che ti porti dentro,
 che caratteristiche abbia 
come evolve, come si comporta
quali medicinali siano in grado di sconfiggerlo

Attesa che gli oncologi radiologi patologi
decidano come iniziare la strategia della terapia
e quali medicinali, intervento ecc ecc  siano più indicati.

Attesa di sapere se la chemio faccia effetto
sul cancro 
e quindi eco di controllo ogni due, e poi ogni 6 infusioni
Attendi e guardi gli occhi del medico mentre ti fa l'eco per 
capire dal suo sguardo come procedano le cose ancor
prima che te lo dica .

Attesa di essere chiamata per l'intervento con il quale 
ti separeranno dal cancro
del quale sai dell'esistenza dentro di te
da almeno 7 mesi 

Attesa di conoscere l'istologico dei linfonodi
per sapere il seguito della terapia  
quale direzione prenderà 

Attesa di essere chiamata per la radioterapia
e ad ogni seduta tanta inspiegabile stanchezza 

Attesa di arrivare in fondo alla terapia
e chiudere la porta del DH

Attesa del controllo in follow up 
per sentire le parole dell'oncologo
"niente campanelli d'allarme tutto ok".

Attesa del prossimo controllo 
con l'oncologo e gli esami prescritti

Attesa nel "dopo" di fare un ecodoppler dopo antibiotico
per sapere di quale natura siano le due palle nel braccio
che ha avuto la trombosi e poi pure la recidiva della trombosi 
 e che iniziano a dare un pò fastidio con la loro
inopportuna presenza.

Attesa , impari così a confrontarti con il significato 
profondo di questa parola
che ha tanti risvolti positivi.
Attendere è comprendere meglio 
Attendere è imparare ad avere pazienza
e a non avere fretta.
E io non ne ho di fretta
sono lumaca, eh eh eh



Non stancarti mai di aspettare , perché il giorno più bello della tua vita può arrivare domani.
(Romano Battaglia)







martedì 15 settembre 2015

Strani intrecci e ricordi...

girovagando tra le pagine del web
sono arrivata
al blog amichescrittrici
dove, a novembre 2014 
avevo partecipato con un'intervista 
per la loro rubrica "Punto di svolta"
Grazie a Laura e alle altre ragazze del blog per l'oppurtunità

Non ricordavo le domande fattemi e le relative risposte.
Ma è stato bello rileggermi
a distanza di quasi un anno.
Per me parlare di distanze in termini di tempo 
è difficile
Non riesco a usare e tantomeno credere fino in fondo al 
significato della parola "Futuro".

Il mio futuro è un futuro immediato:
settimana prossima?!
vogliamo esagerare?
due settimane
di più non riesco a programmare per ora.
Ma rileggere quelle parole nell'intervista 
a distanza di un anno mi fanno sembrare 
questo tempo passato da allora
un secolo
un secolo di un regalo preziosissimo:
il Tempo.


domenica 13 settembre 2015

Ci sono dei limiti


Ci sono dei limiti.
Ora ho dei limiti .
Devo solo prenderne coscienza 
sapere che non sono come prima
del cancro, prima delle terapie
ma devo assecondarmi.
Ieri abbiamo imbiancato la cucina.
Non ho fatto altro che usare il rulletto per imbiancare gli angoli,
E spolverare, lavare tazze e bicchieri 
 poi sistemarli dentro due vetrinette.
Il resto lo farò con calma un pò alla volta.
Sentivo che l' ormai noto solito dolore alle ossa
c'era
e di questo cerco di farmene una ragione
ma non pensavo che alla sera
questo dolore si facesse così acuto:
quasi non riuscivo a piegare dita e mani..
Ecco, ora ho dei limiti
e oltrepassarli
significa ritrovarmi a piangere dal dolore 
e prendere un antinfiammatorio
per riuscire almeno a dormire...
Quella che ero prima non lo sarò più 
basta rendersi conto che ora ho dei limiti
e basta rendersi conto che è meglio non oltrepassarli
giusto?!
    

venerdì 11 settembre 2015

Perchè....

anche se non ha senso, e lo sai, 
te lo chiedi, 
te lo chiedi il perchè
a volte il K si insinua in una famiglia colpendo di qua e di là
i vari componenti
uno dopo l'altro
risolto un percorso
eccone un altro in salita.
Lo so è la Vita
capita
ma a volte capita troppo
alle stesse persone.
Sono pensieri confusi 
dopo che una mail della mia Amica anima gemella
mi ha sconvolto
eccheccavolo!
Basta!
La sua famiglia ha già dato
e avrebbe bisogno di  una tregua 


domenica 30 agosto 2015

Il richiamo del mare...





adoro andare in spiaggia 
la mattina poco dopo l'alba
a camminare in acqua.

C'è un popolo di gente silenziosa che a quell'ora
cammina, fa jogging, cerca le vongole
o non so cosa col retino,
c'è chi col metal detector 
lo passa sulla sabbia
pazientemente

C'è chi semplicemente come me 
ama passeggiare nell'acqua
quando il caldo della giornata 
non è ancora afoso.

In quel silenzio
 sembra incredibile ma 
trovo la pace
perché

  
I pensieri si lasciano
cullare e accarezzare dallo sciabordio 
delle onde che arrivano a riva. 
I pensieri pesanti, cupi , la Paura
se ne vanno
al largo con le onde 

I pensieri freschi, leggeri
mi portano in un mondo di fantasia
dove sono come 
uno spettatore 
che guarda questo mondo fantastico
un mondo in movimento,  popolato
di personaggi che prendono vita 
ed è qui che trovo le storie
che poi diventano le fiabe
che mi ritrovo a scrivere




sabato 15 agosto 2015

Happiness is a journey ....


Happiness is a journey
not a destination.

Santo cielo, quanto mi piace questa frase!
L'ho trovata sulla copertina del quaderno
che mi ha regalato Pia conosciuta 
al laboratorio di scrittura Sentieri di Parole
ed è veramente per me.
Mi calza come un calzino .

Perchè è nelle piccole cose che 

si incontrano 
lungo il cammino
che sta la felicità.

In realtà ero sempre attenta ad apprezzare le piccole cose

e quindi ogni cosa era motivo di gioia

Poi c'è stato lui, il K il cancro
e qualcosa è cambiato.
Ora c'è l'incubo della Paura che torni
o che ci siano silenziose e nascoste metastasi
e che non ce ne accorgiamo
tuttavia io
  sostanzialmente 
nel cammino 
apprezzo ciò che incontro.
E tanto.
Incontrare il cancro
è un'esperienza traumatica
ma.....

incontri tante persone speciali

medici speciali

infermieri e infermiere speciali

persone che condividono con te il cammino
e che diventano persone speciali

E la lumachina
nel suo lento camminare 
è grata alla Vita 
per tutto quello che incontra
immagine dal web

giovedì 6 agosto 2015

Oggi un'amica finisce la chemioterapia ...

ci stavo pensando questa mattina appena sveglia.

Oggi Lory , una cara amica conosciuta sui Sentieri di Parole,
farà l'ultima chemioterapia.

Stavo pensando a come si sentirà lei , 
al senso di liberazione per la fine di una terapia 
che è stata non proprio una passeggiata
(perché chiunque abbia fatto chemio sa di cosa stiamo parlando)
che l'ha fatta sentire a terra fisicamente
che a volte le ha fatto perdere il sorriso
ma solo un pò perché Lory è una persona con uno splendido
sorriso!
è una persona solare, con una risata che ti mette allegria ,
è una persona che un giorno magari non è in formissima
ma se non mi sente sul nostro gruppo di Whatsapp
si preoccupa 
mi manda un messaggio in privato
o legge il blog dove trova il motivo del mio silenzio
e ha sempre parole di incoraggiamento.

Lory, una parte del percorso, la più difficile, l'ha fatta.
Ora c'è la strada in discesa, perchè l' Herceptyn
da qualche problemuccio
ma mai come la chemioterapia 
e tutto si affronta e ci si convive
perchè il cancro lo abbiamo incontrato una volta
e non vogliamo di certo ritrovarcelo davanti.!!!! 

venerdì 24 luglio 2015

Due piccoli scalini... due

Avete presente lo scaletto che troviamo davanti al lettino
per le visite negli ambulatori?!
Sì, proprio quello.
Messo ai piedi del lettino o di fianco per agevolare
magari chi è particolarmente basso di statura.?! 
Credo.
Fatto da due scalini, due. 
Appunto.
Io ho decisamente uno strano rapporto con questo scaletto.
Ora, io sono di statura media,
un metroesessantacinque
e non ho bisogno dello scaletto per salire.
Ma sta lì, tra i piedi.
E mi manda puntualmente in crisi.
Nel senso che, salgo gli scalini e mi trovo ad una 
altezza un pochino sproporzionata 
rispetto al lettino, mi devo girare per sedermi
e mi ingarbuglio con i piedi rischiando di accopparmi. 
Se lo scavalco, perchè non mi serve per 
agevolare la sistemazione sul lettino,
mi ingarbuglio di nuovo perchè sta tra i piedi e il lettino 
creando quella, seppur breve distanza, ma
che rende pericoloso riuscire a sedersi.
Nel senso che magari rischio pure di finire a terra.
Sembra banale, lo so, ma quando entro in un ambulatorio per una visita 
controllo sempre, con occhio veloce, se c'è o non c'è
'sto benedetto scaletto.
E dico questo perchè ho rischiato più di una volta
di finire poco dignitosamente a terra.

Non è successo alla prima visita col chirurgo,
che mi ha afferrato prontamente per un braccio, 
dimostrando così che ha i riflessi pronti, quest'uomo.
E, considerando che mi avrebbe poi operato lui 
abbiamo testato che per la prontezza di riflessi, era ok.

Non è successo alla visita col radiologo , non so come ma
ingarbugliandomi con i miei piedi tra i miei piedi
(grande performance!)
ho urtato la manopola del lettino facendola rotolare
a terra , impegnando così il radiologo nella ricerca 
sotto l'armadietto e a rimetterla al suo posto 
prima che il lettino stesso si smontasse.
Gli è sfuggito un "non mi è mai capitato che ..."
Eccetera eccetera eccetera. 
E va bè.

Non è successo neppure alla visita con l'altro chirurgo 
il giorno precedente l'intervento,
quando, dopo aver inciampato sul primo scalino
con una veloce manovra, non so come sono riuscita a sedermici su
questo benedetto lettino, 
mi dice "che fai?"
E io "niente mi siedo"
Ma vedevo che gli scappava da ridere sotto il pizzetto
Veniva da ridere anche a me
era una situazione con un  misto
di imbarazzante e divertente.

Ho deciso che la prossima visita
se vedo lo scaletto lo sposto sotto al lettino
appena entro
perchè prima o poi capiterà 
che casco per terra
con una buona dose di orgoglio ferito.

(PS: capita solo a me o anche a qualcuno di voi?)

giovedì 16 luglio 2015

I miei angeli di casa

Spesso, prima di andare a letto, 
o se mi alzo durante la notte
guardo i miei figli mentre dormono.
E non c'è cosa più bella per una mamma.

Li guardo e vedo sui volti quell'espressione
da angioletti che avevano nella primissima infanzia
nonostante non siano piccoli
vorrei strapazzarli di coccole
come quando erano piccolini e 
ridendo mi dicevano
"Mamma mi stritoli !"
o quando li sbaciucchiavo
e con la manina si "pulivano" la guancia.
Ora, anche se sono degli ometti
prima di andare a letto o prima di uscire di casa
un bacio alla mamma non dimenticano di darlo.

Li guardo dormire con l'espressione quasi
sorridente, tranquilla
ed è questo che vorrei per loro  
serenità e spensieratezza e opportunità 
 per il loro futuro.
Quando ho detto loro che avevo il cancro e che avrei 
dovuto affrontare terapie di vario tipo e anche toste
ho visto nei loro occhi la paura
paura di perdere la loro mamma
che per quanto dicano che "sei una rompi"
sei pur sempre la mamma!
Ho cercato di essere la mamma di sempre
barcamenandomi tra effetti collaterali 
stanchezza paura disperazione
senza mai fargli capire il mio vero
stato d'animo
cercando di essere sempre sorridente
perchè se mi vedevano seria
subito chiedevano 
"che ti ha detto l'oncologo?"
Abbiamo passato questi due anni
non so come , ma li abbiamo attraversati insieme
e i miei angeli sono lì che dormono  
sorrido, una carezza leggera per non svegliarli
e chiudo la porta.