Guardavo fuori dalla finestra dell'ambulatorio, il cielo era di un azzurro emozionante, mentre l'oncologo mi spiegava i dettagli della chemio che avrei iniziato il giorno successivo... e pensavo a come fosse possibile un cielo di un azzurro simile in una giornata così grigia per me...

lunedì 6 luglio 2015

Facce tristi? ...No, grazie

(dal cassetto dei ricordi)

Una, tra le cose, ed erano più di una garantisco, che non 
sopportavo quando ero nel bel mezzo della chemioterapia 
in compagnia del cancro, 
era
la faccia triste.
Degli altri.
Di chi mi incontrava e, immediatamente, 
mi rendevo conto che scattava 
la "modalità faccia triste"
indossata per l'occasione.
Ecco, la faccia triste proprio non la sopportavo.
Forse perché non volevo assolutissimamente essere compatita.
Vedere faccia triste era l'equivalente di sentirmi 
dire "poverina"
No, scusate, ma non volevo la compassione di nessuno.
Proprio no.
Per cui.
A faccia triste reagivo sfoderando il mio miglior sorriso smagliante
descrivendo i giorni della terapia che
stavo facendo come se parlassi della mia migliore amica,
tralasciando ovviamente i tremendi effetti collaterali.
Risultato:
la maggior parte di chi mi conosce è convinta che, in fondo per me
la chemioterapia sia stata una passeggiata
che non sia stata così pesante
"come per la tale che, p o v e r i n a, stava tanto male"
Ma sì che importanza ha, lasciamoglielo credere 
che per qualcuno la chemio sia una passeggiata.
Eccheccavolo!!!!!!


  

16 commenti:

  1. È importante affrontare i momenti duri con un sorriso, aiuta ad essere più forti nei confronti della malattia, non sempre gli altri dall'esterno lo capiscono, pensano che se non piangi e ti disperi allora la terapia è una cosa da niente, invece non è così, è semplicemente non farsi dominare. Parlo per esperienza.

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  2. è questo sentirsi tranquilli se vedono che poi in fondo non è così terribile la terapia che mi fa capire quanto egoisti, in senso buono per carità, siano le persone

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  3. Ma spesso voltati l'angolo le facce tristi ritornano a sorridere per altro per il loro mondo per la poro vita....perche alla domanda come stai e'. Inutile rispondere con la verità. ....quella interessa solo a te stesso.....agli altri basta rispondere ...tutto bene.....e'. Questo che si vogliono sentir dire.....

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    1. lo so, credo anche io sia così perchè l'ho proprio notato . sentirsi dire che va tutto bene è una sorta di tranquillità perchè allora ahh beh....

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  4. Ciao Azzurrocielo.
    Mi spiace che anche tu abbia dovuto affrontare una simile battaglia. Io la mia l'ho iniziata ben 19 anni fa e come vedi sono ancora qui, anzi... nel frattempo sono ricresciuti i capelli (meno i peli sulle gambe evviva!!!), hanno pure cambiato colore e lunghezza diverse volte... ho aperto un blog per scrivere poesie e racconti e tutte le sciocchezze che mi passano per la testa... partecipo a tutti i concorsi di poesia o racconti che trovo su g+ divertendomi un mondo anche se non vinco.
    Insomma, per farla breve, ho vissuto questi 19 anni lo stesso! Meglio? Peggio? Questo dipendeva e dipende dai giorni però in barba al cancro sono viva, ho visto mia figlia crescere e diventare donna e del resto.... chi se ne....
    la malattia va affrontata con coraggio e forza. Con rabbia magari se è l'unica cosa che dà la forza. Il compatimento è deleterio per chi lo riceve ma anche per chi lo omaggia, Sapessi quante persone ho mandato a quel paese quando mi dicevano con quello che hai...
    Quello che ho... quello che ho è un ospite sgadito e non invitato al quale abbiamo indicato la porta di uscita e prima o poi la prenderà. Se non da solo a calci nel sedere con chemio, radio e tutto quello che serve.
    Poi, ha ragione Gloria. Davanti facce tristi e pietà e dietro dimenticanza istantanea.
    L'importante è essere qui!
    Patri

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  5. Che dirti del "sorriso" in certi frangenti ... (hai ricevuto, vero, la mia risposta?).
    Come già una volta ebbi occasione di ricordare, "essere allegri non significa essere felici, a volte si ride, si scherza, solo per allontanare dal cuore la voglia di piangere".
    Ma questo non tutti lo capiscono e ci prendono per sciocchi ...
    La "modalità faccia triste" non serve mai, ne all'uno ne alltro ...
    Lascia ceredere che la passeggiata sia stata in discesa, augurandoti che non abbiano mai a provare quanto invece sia ripida la salita.
    Un bacio

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    1. siii ho ricevuto la tua risposta. Lo avevo pensato che fossi "speciale"

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  6. Complimenti ! Non tutti hanno il tuo stesso coraggio, un abbraccio

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    1. grazie, ma forse il coraggio vero proprio non ce l'ho. E' che ti ci trovi e che altro puoi fare?
      un abbraccio

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  7. Bravissimo Folletto del Vento! Hai perfettamente ragione!
    Sorridere è facile, si mettono in azione i muscoli della bocca. Essere felici è più complicato perchè la felicità nasce da dentro, dal nostro intimo più profondo e in certi momenti essere felici è impossibile.
    Passeggiata in discesa, non proprio però come dici tu credano quello che vogliono . L'importante è sempre soltanto lottare per farcela!

    Un abbraccio moooooltto caloroso. O forse dovrei direi proprio rovente?

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    1. rovente viste le temperature di questi giorni

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  8. Fantastico come hai saputo rendere questa sensazione. Credo sia abbastanza comune in tutti noi che DOBBIAMO affrontare queste terapie (e no, non c'entra proprio quanto si è coraggiosi o meno). Purtroppo le persone, dal momento in cui ci vedono "cambiati", sono solamente curiosi di sapere come reagiamo alla domanda "come va?", ma come ha ben sottolineato Gloria poi se ne fregano beatamente della risposta. Da quando ho scoperto cosa stava succedendo dentro di me ho adottato il sorriso come stile di vita. Più di prima. Una reazione forse? Uno scudo? Non lo so, ma sento che mi aiuta. Ed ecco tutti che commentano di quanto io sia fortunata a vivere "la mia difficile situazione" in questo modo. Sai com'è...mi tocca...! E' chi davvero ci sta vicino e ci ama che sa quanto non sia sempre tutto così facile...
    Un abbraccio

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    1. Ciao Io e il Signor H,
      vedo che il numero delle "fortunate" che hanno potuto fare queste esperienze (di cui si sarebbe fatto volentieri a meno) aumenta.
      Parole sante le tue, Chi ci sta vicino è l'unico che può capire quanto sia difficile il percorso. Perchè? Perchè lo divide con noi!
      Ciao a tutte!

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  9. si come ho già detto credo proprio che gli altri vogliano sentirsi dire che va tutto bene perchè è una rassicurazione in tutti i isensi
    un abbraccio

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