Guardavo fuori dalla finestra dell'ambulatorio, il cielo era di un azzurro emozionante, mentre l'oncologo mi spiegava i dettagli della chemio che avrei iniziato il giorno successivo... e pensavo a come fosse possibile un cielo di un azzurro simile in una giornata così grigia per me...

martedì 7 marzo 2017

Eccoci.... il nostro libro!

   Domani sarà il giorno della presentazione 
del nostro libro
Sentieri di Parole
frutto del laboratorio di scrittura espressiva 
che l'Irst di Meldola
organizza per i pazienti
Il nostro gruppo è formato da 5 donne 
diventate amiche
 ne avevo parlato qui  qui .

Per maggiori dettagli dell'evento lascio il link



Ps: vado a "prepararmi"...sono leggermente tesa....

Azzurrocielo

giovedì 29 dicembre 2016

Silenzi

Ci sono momenti in cui si ha bisogno di 
silenzi.
Per motivi diversi 
possono essere silenzi di riflessione
silenzi di protesta
silenzi di rammarico
o semplicemente.... silenzi.
Ecco ,  sono mesi di silenzi, su questo blog.
Non perchè non abbia nulla da dire
Non perchè non senta il "bisogno" di scrivere qui.
In realtà ho un "tornado" interno, 
emozioni, ricordi, paure 
che si intrecciano
si accavallano
riemergono prepotenti.
Mi stanno annientando...
Quindi, come sempre mi aggrappo 
a chi mi è vicino in modi diversi
ma mi sta aiutando.
La stanchezza a volte è tanta.
C'è chi non la capisce
c'è chi ti dice : "ormai sei fuori dalla malattia, che vuoi di più?"
Non si è mai fuori dalla malattia
occorre stare sempre all'erta
e ho paura che mi sfugga qualcosa, un particolare 
che possa rivelarsi importante...
     

giovedì 15 dicembre 2016

Calendario dell' Avvento di anima mundi




Prosegue l'iniziativa del blog di Sciarada   ed ecco il mio racconto di Natale

-  Nonna racconta, raccontami una storia ma una bella storia!-
Alice era seduta al tavolo della cucina mentre sua nonna  versava il the nella tazza.
-; Vuoi proprio una bella storia? No. Oggi ti regalerò qualcosa di prezioso molto prezioso -
La nonna sorrise porgendole i biscotti appena sfornati.
-; Dunque...- iniziò sedendosi di fronte alla nipotina che la osservava attenta con occhi spalancati.
 - Dunque, dicevo che esiste una chiave dorata - continuò la nonna
- D'oro? Allora vale tanto? Tanti soldi?- chiese a raffica Alice.
-Oh, no, bambina mia, questa chiave dorata è sì, più preziosa dell'oro stesso e ha molto più valore, ma non vale tanti soldi -  continuò sorseggiando il suo the.
- Nonna, non ti capisco -
- E' una chiave che apre il cuore -
- Ah, ho capito! Allora la usano i dottori!- concluse soddisfatta Alice.
- No, tesoro mio, tutti la possono usare. Ora apri le mani e tienile una vicina all'altra - e la nonna appoggiò le sue sopra .
- Ecco, questa è la chiave dorata -
- Nonna, ma cosa dici?! Non sento nulla! Mi stai prendendo in giro - protestò Alice.
- Per nulla al mondo lo farei. E' leggera, sì, è proprio una  chiave leggera come ali di farfalla, ma apre il cuore delle persone al sorriso. Vedi, un sorriso non  costa nulla ma a volte è molto importante e prezioso per chi lo riceve. Iniziare la giornata con un sorriso è come usare l'acqua per innaffiare un fiore. Col tempo capirai quanto sia prezioso dare e ricevere sorrisi. Ora tu sai che con questa chiave d'oro il tuo cuore sarà aperto per sorridere alla Vita e alle persone che incontrerai. E se dovessi dimenticartene, questa chiave te lo farà ricordare - sorrise la nonna
La bimba si guardò le mani vuote. Ci pensò un pochino poi disse:
- Sai nonna, mi sembra di vederla questa chiave che mi hai dato. E' piccola piccola e così leggera che quasi non la sento sulle mani -
- Questo è il segreto della chiave dorata, piccola Alice -
La nonna sorrise accarezzandole i capelli . Pensò con tenerezza a quel giorno d'inverno quando sua madre le donò quella stessa chiave dorata, consegnandogliela nelle mani.

Un sorriso non costa nulla ma arricchisce chi lo dona e chi lo riceve

                                                      
                                                              Azzurrocielo

Dedicato a tutti ma in particolare agli infermieri  e infermiere ,ai medici,  al personale OSS che accolgono i pazienti del DH con un sorriso, sempre.

Passo il testimone per domani a Costantino del blog mostrelibriluoghi  


martedì 23 agosto 2016

Nella scatola.... i ricordi....



Questa è la scatola che Debora di CuoreAntico mi regalò a fine 2014.
Qui avevo scritto il post , quando ricevetti la sua  mail  .

Bene, questa scatola Debora me la regalò per mettere dentro i ricordi
del percorso fatto fino a quel momento  per combattere il cancro. 
Un regalo e un pensiero bellissimo perchè , come avevo scritto, 
un oggetto handmade è preziosissimo sia per il tempo 
impiegato nel costruirlo e ricamarlo, 
sia perchè chi lo ha fatto ti ha regalato il SUO tempo pensando proprio a te
e ricevere in regalo il tempo è qualcosa di impagabile.

Finora non ero proprio riuscita a metterci dentro i ricordi del cancro
o quello che me lo ricordava.
Ma oggi credo che sia arrivato il momento di fare un altro passo.

Ho raccolto le varie bandane e foulard che usavo quando la chemio
mi costrinse a radermi i capelli
e le ho riposte in questa scatola, in compagnia dei braccialetti che mi misero in ospedale per gli interventi.
Ci stanno a fatica lì dentro, la scatola è troppo piccola per tutte quelle bandane usate per mesi ma, con un pò di determinazione le ho schiacciate e chiuse.
Fatto.
Riconosco che ho pianto mentre le prendevo tra le mani, i ricordi sono sempre vivi e dolorosi
Ma era un qualcosa che dovevo fare.
Ho chiuso il coperchio.


Sopra, Debora ha ricamato una renna agilissima che spicca un salto.
Io non salto nel mio percorso di recupero della Vita , sono lumaca, l'ho scritto più volte,
ma l'importante è farlo questo percorso
e l'importante è sapere di non farlo da soli
sapere che ho tante persone che mi aiutano
e sono fortunata, lo so.

Azzurrocielo 

mercoledì 10 agosto 2016

QUEL senso di colpa ... irrazionale...

La settimana scorsa ho finito il controllo semestrale di follow-up
con l'eco e la visita
dopo le analisi del sangue , l' Rx torace .
Il sorriso della dottoressa di turno per l'eco
era dolce così come lo è lei
con il suo modo di parlarti calmo, 
era rassicurante perchè mi ha tolto 
un dubbio su un "qualcosa" che sentivo
e non sentivo
e  volevo capire se fosse qualcosa di serio e preoccupante
o se fosse  nulla di importante.
Non e' nulla che ha a che fare col cancro.
Non ricordo bene come lo abbia definito la dottoressa
ma non è preoccupante
e quel suo "stai tranquilla" detto con il sorriso guardandomi negli occhi
mi è bastato.
Sono uscita dall'ambulatorio con l'anima sollevata.
Sono felice,
Al momento non c'è ripresa di malattia
e un paziente oncologico  
(non so come definirmi) 
sa quanto siano preziose queste parole

Ma la felicità
viene smorzata da una sorta di "senso di colpa".
Io sto bene ma c'è più di un'amica che
ricomincia  il percorso
con la chemio, un'altro intervento 
un altro cancro.
E spunta nella mente questo tarlo, questo insistente senso di colpa 
perchè io al momento ne sono uscita
ma qualche amica c'è dentro e
vorrei che chi è passato per l'esperienza del cancro 
potesse dire "è passato"
senza dover mai più ricominciare le terapie
e tutto il resto.
Sono discorsi sconclusionati, lo so
  questo senso di colpa è irrazionale, lo so
è irrazionale almeno quanto io consideri
  irrazionale la paura di chi non sale su un aereo
ad esempio.
Questo sottile senso di colpa nel mio caso non mi ha mai abbandonato
non mi chiedo perchè
nel mio caso la chemio abbia funzionato
e per qualcun altro no
non saprei dare una spiegazione...

Questo non significa che non abbia ripreso a "vivere"
non significa che non stia vivendo il tempo, la Vita  che mi è stata restituita
ma
tutto quello che faccio, la Vita che ora vivo con una consapevolezza maggiore
il  tempo libero che impiego in attività di volontariato,
è sempre oppresso da QUEL senso di colpa, irrazionale,
per essere , per ora, una sopravvissuta

Azzurrocielo



mercoledì 20 luglio 2016

Ci sono montagne e dossi

Spesso penso che per alcuni la vita
  venga vissuta senza incontrare troppi
"inciampi"
poi che chi invece di inciampi ne incontri molti
chi meno ma, diciamocelo, ognuno incontra gli inciampi suoi

Ci può essere l'incontro col cancro
e definirlo "inciampo"  mi piace.
Anche se il cancro lo chiamo cancro
 ( usare paroline più dolci per definirlo mi disgusta)
(un cancro è un cancro. punto)
dicevo che
il cancro
è un inciampo
 un ostacolo
che ti fa iniziare una scalata
e quando finisci le terapie e passi nel follow-up
ti volti indietro e vedi quanta salita hai fatto
ti chiedi come sia stato possibile avere fatto tanta strada faticosa
ma la montagna l'hai scalata
e allora che sarà mai salire
un dosso
dopo aver scalato una montagna?
Così è stato.
Ho fatto un intervento
che rispetto alla quadrantectomia
allo svuotamento del cavo ascellare
alla tiroidectomia fatti
era, appunto, un dosso da percorrere.
Un intervento di "precauzione"
rimuovere un mioma sottomucoso
"cicciottello" o meglio "grandicello"
per poter
controllare meglio che il cancro
non spunti a sorpresa altrove.

Mentre ero sul lettino prima di entrare nella sala operatoria vera e propria
  il medico che da lì a breve avrebbe fatto l'intervento
mi stava domandando qualche dettaglio
sulla puntura di enantone che faccio periodicamente,

L'ho guardato negli occhi e ho trovato
lo sguardo gentile
del medico che capisce che in quel momento hai una paura folle
perchè i ricordi di quello che hai passato per il cancro
riaffiorano sempre
 per nulla sbiaditi
e in quello sguardo gentile
ho letto che potevo fidarmi
che anche questo dosso sarebbe passato.
E così è stato.
Questo è passato.

Azzurrocielo

PS "inciampo" forse è una parola un pò inventata ma è carina, no?!
 

martedì 7 giugno 2016

Ventiquattro scalini

Ieri ero all'Irst a Meldola
avevo appuntamento per il colloquio con la psico
al primo piano
Bene.
Ci sono ventiquattro scalini 
per salire dal piano terra al primo piano
Dodici scalini 
un pianerottolo di quattro passi 
poi altri
dodici scalini
Fin qui niente di strano. 
E' una scala come tante altre.
Invece ha....
 una particolarità:
gli scalini sono più bassi di una qualunque altra scala
Ma la stranezza è che la percorro da più o meno quasi tre anni
e mai ci avevo fatto caso.
Ricordo ogni singolo scalino, quando, incaponita, ero nel periodo della chemio
mi ostinavo a salire per recarmi al DH facendo le scale
guai ad utilizzare l'ascensore
Mi dovevo fermare ogni tre scalini, ma non volevo arrendermi 
di fronte al cancro, non volevo che ... dovessi dire a me stessa
che   tutte quelle terapie per sopravvivere  mi riducevano uno straccio.
Ero tosta , testarda.
Ieri ho provato a salire due scalini alla volta
wow !!!
Una soddisfazione che chi non ha affrontato il cancro,
 la chemio , l'intervento, le altre terapie, la radioterapia
 non può comprendere.
Anche solo aver salito delle semplici e banali scale
dopo che hai combattuto il cancro
ti da l'impressione 
di aver scalato una montagna ....