Guardavo fuori dalla finestra dell'ambulatorio, il cielo era di un azzurro emozionante, mentre l'oncologo mi spiegava i dettagli della chemio che avrei iniziato il giorno successivo... e pensavo a come fosse possibile un cielo di un azzurro simile in una giornata così grigia per me...

giovedì 7 maggio 2015

Sentirsi ... "a casa" ....

Sempre uguale:
Arrivo, parcheggio, mi dirigo a piedi verso l'entrata;
oltrepasso il cancello e 
arrivo di fronte alla porta automatica
si apre, due passi e si apre l'altra porta
qualche passo 
saluto con un "buongiorno! " il ragazzo in portineria
ancora qualche passo
arrivo al totem
eccomi ... mi sento "a casa"

Dove sentirmi "a casa" non 
si identifica  col "essere a casa", "essere dove si vive"
ma
essere " a casa"  è, cioè, in quel  luogo nel quale ti senti 
protetta, nel quale ti senti al sicuro
perchè sai che c'è qualcuno che si occuperà di te...

Ed è così che mi sono sentita e che mi sento ogni
volta che ritorno all'Irst a Meldola.


8 commenti:

  1. E' bello sentirsi protetti ed al sicuro. Ma non ti nascondo, cara Annamaria, che pur dopo tanti (evviva, evviva) anni, a me inquieta quell'odore particolare che avverto ogni volta che mi reco nel mio padiglione di oncologia. Luogo luminoso, colorato, confortevole, molto accogliente sia come ambiente che, soprattutto, come staff professionale.
    Un grande abbraccio
    Susanna

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  2. Ogni "bravo" operatore sanitario (a maggior ragione in oncologia) vorrebbe potersi sentir dire una cosa del genere: far sentire l'utente protetto e sicuro ...

    Ma ogni "bravo" operatore sanitario, al pari di ogni bravo genitore, vorrebbe anche che un giorno l'utente/figlio trovasse la sua casa, dove poter avvertire la stessa protezione e sicurezza.



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    1. Lo so , hai ragione. Ci sto lavorando su questo. e riuscirò a RItrovare la mia casa.

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  3. ti abbraccio forte forte Lory

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  4. Ci vuole tempo.....immagino....ma ti auguro che fra un pò troverai un'altra nuova casa protetta e accolta con amore..glo

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  5. Cara Annamaria, adesso avverti sensazioni positive e di sollievo, rispetto a tanti mesi fa, quando eri angosciata, arrabbiata e fragile, perciò ti sembra di tornare a casa. Cara, la tua casa non è quella, la tua casa è dove ti porta il cuore, seguilo ....la ritroverai. Un mondo di baci. Antonietta

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  6. .....alla fine ..devi dire sempre grazie a Dio ...anche se non è , o era ...quello che proprio volevi o che ancor meno sognavi....Anche io ho storie molto tristi alle spalle ...e comunque cerco sempre di trovare la serenità ..la tanto desiderata serenità ...Un abbraccio!!!

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