Guardavo fuori dalla finestra dell'ambulatorio, il cielo era di un azzurro emozionante, mentre l'oncologo mi spiegava i dettagli della chemio che avrei iniziato il giorno successivo... e pensavo a come fosse possibile un cielo di un azzurro simile in una giornata così grigia per me...

sabato 16 maggio 2015

nella "tempesta" ...


"ogni gradino di questa vita 
ti insegna sempre qualcosa
perciò continua a salire"
                                                     (dal web)  

Ci sono periodi in cui la "calma apparente " cambia
per un qualche , incomprensibile motivo,
e si trasforma in una vera e propria tempesta.

Nella tempesta mi ci sono ancora  ritrovata le scorse settimane, 
una tempesta nella quale i ricordi sono come dei ceffoni
a destra e a sinistra
un caos di pensieri che si sovrappongono
buttandomi a terra .
Sono come tuoni , lampi, fulmini:
tutto in una volta si stravolge
tutto si accavalla
tutto perde lucidità.
Sono come un naufrago su una zattera, 
perchè una zattera la trovo sempre per fortuna.
Nel mezzo della tempesta ci sono gli impegni quotidiani
da portare a termine:
il lavoro, preparare il trolley per figlio più piccolo che parte 
per un torneo di basket in Olanda, fare la spesa,
portare a termine un impegno per scrivere un brano 
in contemporanea con le compagne di scrittura del gruppo, 
preparare le prove del coro, ascoltare figlio più grande che 
mi racconta della giornata a scuola.
Normali impegni di una normale vita quotidiana.
Normale normalità
Ma... sono nel mezzo di una  tempesta.
E allora tutto diventa più pesante, più difficile.
Tutto "pesa",
Incomprensibile da capire, per chiunque.
Ti senti dire, che ormai è passato, 
i medici ti hanno tirato fuori dal cancro,
che vuoi di più?
Perchè pensare e ricordare?
Perché stare male quando dovresti fare salti di gioia?

Non è facile capire, così come non è facile spiegare.

La gioia per essere stata fortunata, c'è.
La consapevolezza di essere stata fortunata c'è.
Ma la Paura c'è , Grande. Sempre.
Una Paura che non riesco ancora a controllare, 
a tenere ad un livello basso, tale da permettermi di essere 
spensierata.
Non è automatico il ritorno ad una vita normale.
E' necessario.
E' doveroso per tanti motivi
Ma non è sempre facile.
Non ditemi, per favore, ormai è passato e  non ci pensare più
perchè al momento ci riesco solo apparentemente per un pò
fino a quando una nuova tempesta mi sconvolge
e coinvolge
in un turbinio di angoscia, ansia e paura.
Sono sulla zattera.
Passata la tempesta, la calma ritorna.
Riprendo in mano i remi e ricomincio ad andare

(la prossima settimana ci sono i controlli)
(i tre mesi sono quasi passati...a fatica...ma ci sono arrivata)   






11 commenti:

  1. Secondo me la cosa importante è che la tempesta passi, perchè il fatto che arrivi ogni tanto mi sembra più che normale. Quindi riprendi i remi e vai, Annamaria!
    Ti penserò tanto la prossima settimana e intanto adesso timando un bacio grande.

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    1. grazie Maris! Non mollo, si fatica ma si va

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  2. Credo che il tuo stato d'animo sia comprensibilissimo. Questa vita ci obbliga ad essere sempre attivi, performanti, subito i movimento, ma corpi e menti hanno ritmi differenti, che vanno ascoltati e capiti, anche da chi ci vorrebbe subito perfetti.

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    1. perfetto tenar mi capisci al volo riuscendo a leggere anche dietro le parole

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  3. ti comprendo cara Annamaria, prenditi il tuo tempo!! l'importante è che la tempesta sia passata,il sereno sta tornando ma piano piano ...farò una preghiera speciale per te!!!!! ti abbraccio forte forte Lory

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  4. credo di capire cosa vuoi dire e mi hai fatto riflettere su quante volte l'ho detta o pensata io questa frase e comprendono le due strade che hanno preso la tua vita e la tua mente....impara a nuotare e se hai bisogno qua troverai un salvagente....sperando che la tempesta non duri tanto..baci.glo

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    1. speriamo...... ogni tanto arriva.....

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  5. grazie per essere passata da me, ora sono io che passo nel tuo cielo, spero di lasciare un po' di luce che scacci il grigio....

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